Cesto dei morti, “Cannistru Siciliano”

60.00

Cesto dei morti Terranova: il “Cannistru Siciliano”. La tradizione più cara tra le festività siciliane in una scatola
In vendita fino a metà dicembre


Contenuto:
Frutta Martorana di pasta Reale (300gr)
Biscotti misto siciliano (ossa di morto, tetù, taralle, reginelle)  (400gr)
Caramelle alla Carruba e Sesamo e Miele (100gr )
Caramelle Cannelline (100gr)
Misto Frutta Secca (400gr)
Pupaccena, pupa di zucchero (peso variabile)

Allergeni: possibili tracce di sesamo.

15 disponibili

Descrizione

Cesto dei morti Terranova: il “Cannistru Siciliano”. La tradizione più cara tra le festività siciliane in una scatola 


Contenuto:
Frutta Martorana di pasta Reale (300gr)
Biscotti misto siciliano (ossa di morto, tetù, taralle, reginelle)  (400gr)
Caramelle alla Carruba e Sesamo e Miele (100gr )
Caramelle Cannelline (100gr)
Misto Frutta Secca (400gr)
Pupaccena, pupa di zucchero (peso variabile)

Allergeni: possibili tracce di sesamo.
La speciale decorazione della scatola del Cesto dei morti Terranova, è un acquerello di Giorgio D’Amato

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La storica famiglia Terranova, che inventò la caramella carruba, lancia sul mercato un’altra delle sue speciali selezioni di prodotti legati alla tradizione dolciaria siciliana.
Con l’approssimarsi del 2 novembre, giorno dei morti, tra le festività più care ai siciliani, entra a far parte delle sue box tradizionali il “Cannistru Siciliano”: tutte le leccornie indispensabili per realizzare il tradizionale cesto dei morti, in una scatola personalizzata Terranova.
La decorazione che accompagna questa nuova consegna di sicilianità a domicilio, è ancora una volta affidata a Giorgio D’Amato, acquerellista palermitano, che ritrae un grande banco di dolciumi siciliano in cui sono presenti tutti i prodotti necessari a preparare il canestro simbolo di memorie familiari e prosperità, e una Santa Rosalia che tiene in mano un cesto di vimini.
La storica fabbrica di Caramelle Terranova che da 130 anni produce caramelle a Ballarò, raddoppia così la sua offerta, e consegna a casa di ogni palermitano e cultore della Sicilia e delle sue tradizioni, una scatola decorata contenente: la famosa “pupaccena” (pupa di zucchero), frutta Martorana, biscotti misto siciliano (ossa di morto, tetù, taralle, reginelle) , caramelle alla carruba, sesamo e miele e cannelline, misto di frutta secca o “scaccio”.
Si potrà acquistare nel sito, che consegnerà in tutta Italia la “scatola del Cannistru siciliano”, al link: www.caramelleterranova.it/prodotto/box-festinoIl legame con le tradizioni della città e di tutta la Sicilia, è una costante, nell’attività dei Terranova: dalle materie prime, alle aziende di trasformazione, i corrieri, chi confeziona i prodotti, tutto il processo produttivo dell’azienda porta con sé il marchio della Sicilia. Di recente, l’azienda, oltre a produrre le sue famose caramelle, commercializza anche miele, confetture e altri prodotti dolciari tipici siciliani.

Il giorno dei morti è tra le festività più care ai siciliani.
Una festa anche per i bambini che aspettano “l’arrivo dei morti” portando in dono caramelle, biscotti, frutta martorana, frutta secca e dolciumi di ogni tipo.
Il cannistru (canestro), spesso realizzato con un cesto di vimini colmo di leccornie, rappresenta l’offerta che i vivi offrono ai loro familiari defunti che, con la sua abbondanza, esorcizza l’idea stessa della morte, trasformando il giorno dei morti in una vera e propria festa. Durante la sua realizzazione infatti, si usa raccontare gli aneddoti familiari, rinnovando la memoria dei propri cari. Il cannistru siciliano viene esposto in casa per alcuni giorni (da tradizione veniva aperto solo durante i giorni che precedevano il Natale) come auspicio di prosperità.

“Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio.
(da Racconti quotidiani di Andrea Camilleri) – tratto da “Qua e là per l’Italia” – Alma Edizione, Firenze, 2008

 

Cesto dei morti, “Cannistru Siciliano”

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