La carruba, o caruba, è il frutto del carrubo, un albero sempreverde originario dell’Arabia e diffuso nelle regioni mediterranee più calde. I frutti prodotti 

da questa pianta sono legumi indeiscenti lunghi circa 15 centimetri e contenenti semi durissimi, rotondi ed appaiatiti. I semi del carrubo (o carubo) vengono chiamati carati per via della loro sorprendente uniformità in peso. Ognuno di loro pesa esattamente 1/5 di grammo e nell’antichità venivano utilizzati per pesare preziosi ed oggetti di valore.

Il carrubo viene coltivato soprattutto in Spagna, Portogallo, Africa settentrionale ed in alcuni Paesi del Medio Oriente. In Italia piantagioni di carrubi impreziosiscono l’ambiente dei territori costieri della Liguria e di un po’ tutto il Centrosud. 

Caramelle Carruba terranova

I frutti del carrubo sono destinati sia all’alimentazione del bestiame che a quella umana. In quest’ultimo caso viene utilizzata la farina, ottenuta dalla macinazione dei semi. Essa trova impiego soprattutto nell’industria dolciaria e delle conserve alimentari.

Questo ingrediente, talvolta indicato con la sigla E410, ha infatti la capacità di assorbire acqua per 50-100 volte il suo peso. Per questo motivo la farina dei semi di carrube viene utilizzata come addensante in molte preparazioni alimentari, comprese le carni in scatola. In particolari situazioni, proprio grazie a questa sua capacità di assorbire acqua, la farina di carrube è un eccellente antidiarroico. Al contrario, il consumo di polpa fresca ha una blanda azione lassativa.


Al di là del contesto prettamente industriale (come anche quello della preparazione di caramelle artigianali) la carruba è “un frutto dimenticato” e come tale di difficile reperibilità. Generalmente viene venduta insieme alla frutta secca o a prodotti tipici del Centrosud, talvolta con costi proibitivi.

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