Anice stellato

L’anice stellato. Fascino esotico e aspetto regale

Fascino esotico e aspetto regale contraddistinguono l’anice stellato, una spezia che nel XVII secolo ha attraversato l’Oriente per giungere in Europa. Ciò che è anticipato agli occhi lo ritroviamo nel gusto e nel profumo intenso e fresco di anice con sentori di liquirizia.

Rigenerante e dissetante l’acqua e anice è una bevanda tipica della tradizione palermitana: “Acqua cu zammù, che bedda fridda!” urlava l’acquavitaro.

anice stellato

 

L’anice stellato è il frutto dell’Illicium verum della famiglia della Magnolia. La sua origine è da collocarsi in Cina, Vietnam, India del sud e Filippine dove cresce spontaneamente. In Cina e Giappone le scorze macinate della pianta vengono usate come incenso all’interno dei templi perché considerata sacra.

Il suo fiore dal colore bianco-giallo produce frutti caratterizzati dalla peculiare forma a stella, un follicolo legnoso formato da 8-12 lobi all’interno dei quali vi è un seme che durante l’essiccazione diviene consistente e coriaceo. Il vigoroso profumo di anice è dovuto alla presenza all’interno del frutto di olio essenziale, anetolo.

Se pur simile per nome al più comune anice, le due spezie appartengono a diverse famiglie ma sono accomunate dal sapore e dall’aroma.

Dall’antichità è utilizzato per le sue proprietà medicinali e lenitive sotto forma di infuso, di olio o pestato al mortaio. Fin dal suo arrivo in Europa l’anice stellato è impiegato per la preparazione di caramelle, sciroppi, sorbetti, conserve e soprattutto per aromatizzare dolci, bevande, caffè espresso e liquori come il pastis franco-provenzale.

Le caramelle all’anice stellato

Le caramelle all’anice stellato, dal sapore vigoroso, fresco e persistente regalano al palato una sensazione avvolgente e di benessere.

L’olio essenziale estratto dai semi della spezia è l’ingrediente principe nella produzione delle caramelle. Le sue proprietà balsamiche ne esaltano il gusto donandoci un’esperienza coinvolgente per i sensi e salutare per il corpo.

L’anice stellato in Sicilia – Acqua e zammù

Aggiungendo preziose gocce di anice stellato in un bicchiere d’acqua è possibile assistere ad un piccolo prodigio: l’acqua e zammù, una bevanda della tradizione palermitana che ci appare all’improvviso come un fresco soffio color latte. Il nome zammù deriva dalla parola sambuco poichè in origine il distillato era realizzato con fiori di sambuco importati in Sicilia dagli Arabi. Inoltre con il termine zammù si indicavano diverse piante con aroma e proprietà simili.

L’acquavitaro, venditore ambulante, girava con il suo banchetto per le strade e le piazze della città. Durante le passeggiate estive, l’acquavitaro munito di una brocca colma d’acqua gelata, bicchierini ed anice offriva ai passanti un vero momento di refrigerio: “Acqua e zammù prima io e poi tu” dicevano i clienti in fila.

All’inizio dell’Ottocento i fiori di sambuco vennero sostituiti con l’olio essenziale di anice stellato grazie alla sua maggiore diffusione e più facile reperibilità. Dall’olio si produce il distillato che oggi, dopo più di due secoli, troviamo nelle dispense di molte case e nei chioschi della città

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